1992: Antonio Bortignon
Il primo personaggio di San Giorgio in Bosco premiato con il "Drago d’oro" è stato Antonio Bortignon, più comunemente conosciuto come "Toni Bortignon" da tutti gli abitanti del paese.
Toni è nato in una famiglia di contadini, di quelle famiglie patriarcali forti, credenti in Dio e molto attive nel lavoro. La sua vita è trascorsa tranquilla, divisa tra il lavoro nei campi, la famiglia, composta dai genitori e da ben sette tra fratelli e sorelle, e la parrocchia.
Nel lontano 1960 è successo il fatto che ha cambiato la vita di Toni: viene ricoverato urgentemente in coma profondo all’ospedale di Padova a causa di un’emorragia cerebrale. Pur considerato in condizioni disperate dai medici, Toni è riuscito a risvegliarsi dal coma e l’evento viene interpretato da tutti come un miracolo. Da quel giorno Toni si è impegnato nell’osservare un voto estremamente arduo, ma che da più di quarant’anni porta avanti con entusiasmo, serietà e senza clamori: visitare tutti i giorni gli ammalati ricoverati negli ospedali di Cittadella e Camposampiero.
Lo straordinario non risiede solo nel gesto di grandissima umanità, ma anche nel fatto di utilizzare come unico mezzo di trasporto la bicicletta, anche nelle condizioni atmosferite meno favorevoli. Toni Bortignon che percorre in bici la via che lo porta all’ospedale è divenuta nel corso degli anni un’immagine caratteristica e bella per tutta la comunità di San Giorgio in Bosco.
MOTIVAZIONE DEL PREMIO: per la costante attenzione e generosità verso gli ammalati e i sofferenti.

Drago d'Oro
