15 gennaio 2010 - La strada di Smirne
E' stato davvero emozionante l'incontro con Antonia Arslan e con la realtà del Genocidio armeno. Negli ultimi anni molti libri, saggi e articoli sono stati pubblicati sull’argomento, ma le immagini de La Masseria delle allodole, il prima, spensierato, ricco di memorie, di colori e profumi della Piccola città, e il dopo, fatto di desolazione e disperazione nell’esodo forzato, si imprimono nella mente e nel cuore di chi legge, lasciando una traccia indelebile e spesso una ferita profonda. Quelle parole ci consentono di non dimenticare perché danno voce a una disperazione che per molti decenni è stata una disperazione muta. Accanto al silenzio di chi il dramma l’ha vissuto, c’è stato il silenzio di chi ha preferito tacere per non ammettere, di chi ha preferito tacere perché percepiva questa tragedia del popolo armeno come un boccone troppo grosso di malvagità inutile; un crimine immenso senza causa comprensibile, un crimine insensato che rendeva tutti insicuri e incerti sul futuro, che provocava un brivido sottile perché ad altri sarebbe potuto toccare un’altra volta. Ma queste parole sono già le parole de La strada di Smirne. Antonia Arslan è stata entusiasta dell'accoglienza del pubblico sangiorgense ed ha promesso che ritornerà presto con altre pubblicazioni ... Noi la aspettiamo!



Drago d'Oro
