Paviola

Frazione di Paviola

Descrizione

Frazione Paviola:

Di Paviola non sono giunte fino a noi molte notizie antiche. Una delle prime testimonianze storiche compare però nell’opera Agri Patavini Inscriptiones sacrae et prophanae di Jacopo Salomonio, pubblicata nel 1696. In questo volume si ricorda come, nel 964, l’imperatore Berengario II avesse concesso ai Canonici di Padova alcune terre situate a Povezzola, località che all’epoca faceva parte del territorio di San Giorgio in Bosco.

Il nome “Paviola” sembra rivelare un legame profondo con Padova: deriverebbe infatti da Pataviola, ovvero “piccola Patavium”. Non si trattava di un vero e proprio paese, ma di un insieme di case sparse, campi e radure immerse nel grande bosco che un tempo ricopriva l’Alta Padovana. La cappella locale, dedicata a San Giacomo Apostolo, è attestata nelle decime papali del 1297. Una pergamena del 1556 ci offre ulteriori informazioni: la chiesa era priva di un sacerdote residente e, nelle principali festività, i fedeli dovevano recarsi alla pieve di San Giorgio in Bosco. In quel periodo Paviola era una curazia, amministrata da un cappellano dipendente dalla pieve stessa. Solo il 25 giugno 1928 la chiesa venne elevata a parrocchia autonoma.

Tra Settecento e Ottocento Paviola conservava un carattere fortemente rurale. I boschi, appartenenti a famiglie nobili come gli Obizzi, furono progressivamente disboscati per lasciare spazio ai campi coltivati. In quegli anni sorsero e si consolidarono ville e corti agricole, tra cui quelle legate alla famiglia Marcello, che divennero il fulcro della vita economica e sociale della zona. Attorno alle ville si svilupparono stalle, granai, forni e osterie. Tra queste divenne celebre la trattoria-albergo Meneghel, situata lungo la Strada Regia, oggi strada provinciale della Valsugana.

Il Novecento portò cambiamenti profondi. Anche questa terra fu segnata dalle due guerre mondiali. Durante la Seconda guerra mondiale, tra San Giorgio in Bosco e le sue frazioni si mossero partigiani e truppe tedesche in ritirata. Nella notte del 27 aprile 1945 il comando tedesco abbandonò Villa Giusti, che venne occupata dai partigiani, i quali riuscirono anche a bloccare truppe tedesche allo sbando lungo la Valsugana. Nel pomeriggio, i soldati del presidio di Lobia attaccarono la villa: lo scontro durò circa quattro ore e causò la morte di cinque militari tedeschi e di tre civili — Amedeo Pettenuzzo, Giuseppe Ferro e Antonio Gatto — oggi ricordati da una lapide presso la scuola primaria. Il 30 aprile l’arrivo degli Alleati sancì la definitiva liberazione.

Oggi Paviola è una frazione tranquilla, dove il passato agricolo sopravvive nei paesaggi e nei nomi dei luoghi. La festa estiva di San Giacomo rappresenta ancora un momento centrale della vita comunitaria: non solo una sagra, ma un’occasione per ritrovarsi e custodire la memoria collettiva.

Il 27 ottobre 2024 è stata inaugurata la nuova piazza di Paviola, intitolata a don Giosuè Bordignon. Primo parroco della parrocchia autonoma, don Giosuè fu nominato delegato vescovile il 15 gennaio 1927 e rimase a Paviola dal 1929 fino alla sua morte, avvenuta nel 1964.

Modalità di accesso

Libero

Indirizzo

Paviola, San Giorgio in Bosco (PD)

Ultimo aggiornamento: 20/01/2026, 15:59

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