Descrizione

Frazione Lobia:

Le notizie su Lobia sono scarse e frammentarie. Il nome sembra derivare da Laubia, termine che indicava un pergolato o un frascato. La storia del paese è strettamente intrecciata a quella di Persegara, il cui toponimo richiama l’antica coltivazione dei peschi. Le prime vicende storiche note risalgono a una sentenza del 24 dicembre 1218. Il documento riferisce di un episodio giudiziario avvenuto a Padova, quando Giovanni Busca, podestà della città, insieme ai suoi giudici, si riunì nella piazza del Peronio (l’attuale piazza dei Frutti), poiché il Palazzo della Ragione era ancora in costruzione. In quell’occasione Aimo e Animo de Belletta furono condannati per falsa testimonianza resa contro Guicciardo, fratello del prete e signore di Lobia, a favore di Gribullo e Bancio, abitanti di Persegara.

Nei secoli successivi Lobia visse sotto il dominio della Serenissima, subendo anche le gravose tasse imposte da Pandolfo Malatesta, ma mantenendo un ritmo di vita lento e legato alla terra. Le vicine Porcilia e Cogno testimoniano l’esistenza di antichi collegamenti con le strade romane e con il fiume Brenta, vero protagonista della vita quotidiana. Le sue piene devastavano spesso campi e abitazioni, ma offrivano anche risorse preziose come legname, sabbia, ghiaia e pesce. Le cronache parrocchiali ricordano le ingenti spese sostenute per la bonifica dei terreni.

All’inizio del XIX secolo, cinque famiglie detenevano la proprietà dei terreni: Agostini, Zannon, Merchiori, Martin e Grifalconi. Quest’ultima, appartenente alla piccola nobiltà veneziana insediatasi nel territorio nel XV secolo, era particolarmente agiata e possedeva due bettole e un mulino a Persegara. Durante il periodo napoleonico i Grifalconi si schierarono con i francesi e parteciparono al governo locale; questa scelta provocò però un attacco alla loro casa da parte di una banda guidata da Allegro da Camposampiero.

Il 1797 fu un anno nefasto: oltre a segnare la caduta della Serenissima per mano di Napoleone, vide anche la distruzione della chiesetta di Persegara da parte del Brenta. L’edificio scomparve definitivamente in una successiva alluvione nel 1802, insieme al palazzo dei Grifalconi. Nel 1807 le due chiese, quella di Lobia e quella ormai scomparsa di Persegara, vennero “unite in perpetuo” e da quel momento il paese, identificandosi con la parrocchia, assunse il nome di Lobia di Persegara. La conquista francese e l’introduzione del Codice napoleonico nel 1806 portarono profondi cambiamenti amministrativi: abolite le autonomie locali, Lobia entrò a far parte del Comune di San Giorgio in Bosco.

Servizi

Centro Polifunzionale "Maestro Giovanni Rizzotto"

Modalità di accesso

Libero

Indirizzo

Lobia, 35010 San Giorgio in Bosco (PD)

Orario per il pubblico

Libero

Ultimo aggiornamento: 20/01/2026, 15:58

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