Descrizione
Frazione Sant’Anna Morosina:
Sant’Anna Morosina affonda le proprie radici in una storia antica e ricca di avvenimenti. Le prime notizie certe risalgono al 1503, un periodo in cui queste terre erano coinvolte in importanti scambi politici e territoriali. In quell’anno Venezia, in cambio di Rimini, cedette Cittadella a Pandolfo Malatesta, con le campagne note come contrata S. Anna, a volte ricordate anche come Villa Ramusa.
Pochi anni dopo, nel 1508, Malatesta donò tutti i suoi possedimenti alla famiglia Morosini. Antica casata del patriziato veneziano, i Morosini erano annoverati tra le dodici famiglie “apostoliche” che nel 697 parteciparono all’elezione del primo doge. La famiglia diede alla Serenissima quattro dogi, tra cui Francesco Morosini, celebre per le sue vittorie contro i Turchi, in particolare ai Dardanelli nel 1677.
Già alla metà del Quattrocento la famiglia si era divisa in diversi rami. Uno di questi, detto dei “Tressa”, iniziò ad acquistare terreni in terraferma, scegliendo Sant’Anna per l’abbondanza delle acque e per la posizione strategica lungo importanti vie di comunicazione. Da quel momento il paese prese il nome di Sant’Anna, contea dei Morosini.
Furono proprio i Morosini a trasformare profondamente l’aspetto del paese. Fecero costruire la chiesa dedicata a Sant’Anna e attorno ad essa un ampio complesso comprendente il palazzo padronale, le barchesse, le scuderie e gli edifici agricoli. La vita del paese ruotava attorno alla grande piazza centrale, dalla quale si dipartiva uno stradone lungo e diritto verso nord, l’attuale via Monte Grappa. Al centro della piazza si ergeva la statua di San Michele Arcangelo, mentre accanto alla chiesa trovavano posto le scuderie.
Il palazzo dei Morosini, costruito nel Seicento, recava sopra il portone una scritta in latino a testimonianza del potere della famiglia. In piazza si svolgeva il mercato settimanale e, una volta all’anno, la fiera franca della seconda domenica di ottobre, evento di grande rilievo per tutta la zona, che continuò fino alla metà dell’Ottocento.
Con la caduta della Serenissima e il progressivo declino dei Morosini, anche Sant’Anna iniziò lentamente a cambiare volto. I beni vennero messi all’asta e nel 1824 passarono ai conti Cittadella-Vigodarzere. Il grande palazzo, ormai troppo oneroso da mantenere, fu demolito tra il 1862 e il 1880. Chi ha qualche anno in più ricorda che fino agli anni Sessanta erano ancora visibili i portici lungo lo stradone e la barchessa principale. Oggi restano pochi ma significativi segni di quel passato: la forma della piazza, l’edificio accanto alla chiesa — un tempo scuderie, oggi canonica — e gli edifici sull’altro lato della strada, disposti di traverso, un tempo parte dei portici all’inizio dello stradone.
Sant’Anna conserva però anche memorie dolorose. Durante la Seconda guerra mondiale il paese fu duramente colpito. L’11 novembre 1944 avvenne un rastrellamento da parte della Brigata Nera, durante il quale perse la vita Teresa Miotti, una giovane di vent’anni, morta dopo tre giorni di sofferenza. Nell’aprile del 1945, poco prima della fine della guerra, un bombardamento anglo-americano diretto a colpire una macchina partigiana ferì alcune bambine, una al braccio e un’altra alla gamba, che dovette essere amputata. Il momento più tragico si consumò domenica 29 aprile 1945, quando la divisione tedesca Falco uccise trentotto civili, una ferita che la comunità non ha mai dimenticato. Nel 1955 le salme furono tumulate nella Cappella della Beata Vergine Addolorata, nel cimitero del paese. Il 24 aprile 1960 venne inaugurato il nuovo monumento ai Caduti, all’incrocio tra via Morosini e via Monte Grappa. Il precedente monumento, una colonna dedicata ai caduti della Prima guerra mondiale, era stato inaugurato il 17 giugno 1923 presso il campanile. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’eccidio, la piazza venne intitolata “XXIX Aprile” e nel 2002 vi fu collocata una lapide a perenne memoria.