Sede comunale

Sede degli uffici comunali distribuiti tra villa Bembo e le barchesse

Descrizione

Il Municipio

Oggi San Giorgio in Bosco è un comune di poco più di seimila abitanti, esteso su circa 28 km² di pianura, comprendente il capoluogo, le frazioni di Lobia, Paviola e Sant’Anna Morosina, e le località di Cogno, Giarabassa e Persegara. Questa articolazione territoriale, oggi percepita come naturale, è il risultato di una lunga evoluzione storica segnata da dominazioni straniere e profonde riforme amministrative.

La nascita del Comune moderno risale alla fine del Settecento, nel contesto delle guerre napoleoniche che sconvolsero l’Europa. Con la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e l’instaurazione del dominio francese, il Veneto fu interessato da radicali trasformazioni: furono aboliti i privilegi feudali, riorganizzata l’amministrazione territoriale e ridefinito il rapporto tra Stato e Chiesa. Le antiche podesterie veneziane lasciarono spazio ai comuni, governati da un sindaco e da un consiglio.

È in questo quadro che si forma il Comune di San Giorgio in Bosco. Nel 1810 la sede municipale fu trasferita a Sant’Anna Morosina, grazie all’influenza della famiglia Morosini, suscitando rivalità locali. Dopo il ritorno della dominazione austriaca, una nuova riforma amministrativa del 1818 riportò definitivamente la sede comunale a San Giorgio in Bosco, fissandone l’assetto attuale.

Il periodo napoleonico e quello austriaco furono segnati da episodi di brigantaggio e di opposizione politica. Tra il 1809 e il 1810 si registrarono scontri armati, in particolare nella zona di Paviola, culminati in una dura repressione. Nel 1866, con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, si chiuse la lunga fase della dominazione straniera.

L’Unità d’Italia non portò immediati benefici: le condizioni di vita rimasero difficili e molti abitanti vissero ancora in abitazioni precarie. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento il Comune fu interessato da una forte emigrazione verso l’estero e, in seguito, verso le regioni industriali del Nord Italia. Nel 1884 entrò a far parte del Comune anche Giarabassa (allora Carturetto). Un ruolo rilevante nella storia locale fu svolto dal fiume Brenta, le cui piene modificarono più volte il territorio e i confini amministrativi.

Il Novecento fu segnato dalle due guerre mondiali. Durante la Prima guerra mondiale il territorio divenne retrovia del fronte; la Seconda guerra mondiale lasciò ferite profonde, con bombardamenti, occupazioni e il tragico rastrellamento del 29 aprile 1945, per il quale nel 2005 fu conferita al Comune la Medaglia d’argento al valor civile.

Nel secondo dopoguerra, pur in un contesto ancora rurale, San Giorgio in Bosco partecipò alla ripresa economica e allo sviluppo produttivo. Centrale rimase a lungo il ruolo della parrocchia, fulcro della vita sociale e identitaria, anche se i confini ecclesiastici non coincidevano sempre con quelli civili.

Negli ultimi decenni i cambiamenti sociali ed economici hanno modificato in modo significativo il territorio e la vita della comunità. Oggi l’area presenta livelli di benessere economico diversi e, nel complesso, offre buone opportunità per lo sviluppo di attività nei settori industriale e dei servizi. Le numerose imprese legate all’industria e all’artigianato impiegano una parte consistente della popolazione e hanno attirato anche lavoratori provenienti da altri territori, favorendo la nascita di nuovi nuclei familiari.

 

 

Modalità di accesso

Accesso libero o su appuntamento

Indirizzo

Vicolo Bembo

Orario per il pubblico

Vedi le ulteriori informazioni di ciascun ufficio per scoprire gli orari di apertura.

Ultimo aggiornamento: 20/01/2026, 16:50

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