Famiglie e persone storiche

Famiglia quali i Ramusio, i Bembo, i Morosini, gli Anselmi e molti altri, tra cui pittori di fama internazionale, che fanno parte della storia e dalla cultura del Comune.

Descrizione

Giovanni Battista Ramusio

Giovanni Battista Ramusio (Treviso 1485 – Padova 1557) fu geografo, diplomatico, umanista della Repubblica di Venezia. Ramusio, cresciuto ed addottorato a Padova, fu discepolo del filosofo e umanista Pietro Pomponazzi, fece parte dell’Accademia Aldina di Aldo Manuzio e scambiò fitte corrispondenze con eminenti personalità dell’epoca, tra le quali il letterato Pietro Bembo.

Appena trentenne divenne cancelliere della Repubblica Veneta e successivamente segretario del Consiglio dei Dieci. Raffinato diplomatico, conoscitore profondo di parecchie lingue, fu ambasciatore della Serenissima presso diverse corti europee.

La sua opera principale “Delle navigationi et viaggi” primo trattato geografico dell’età moderna, contiene oltre 50 memoriali di viaggio, dall’antichità classica al XVI secolo, si avvalse delle relazioni dei grandi viaggiatori come Vespucci, de Gamma ed altri. Sua fu la scoperta e la pubblicazione del “Milione” di Marco Polo.

Nella frazione di Paviola tra il XV e il XVI secolo venne eretta Villa Ramusio proprietà della famiglia. Il Padre di Giovanni Battista, Pietro magistrato della Repubblica veneziana, collaborò nel complesso scenario politico delineatosi nel 1507, dopo la morte di Cesare Borgia, per convincere i Malatesta a cedere la città di Rimini alla Repubblica di Venezia in cambio di Cittadella. Per gratitudine, Pandolfo Malatesta concesse a Paolo Ramusio l’esenzione fiscale sulle sue proprietà nel territorio di Paviola e Persegara.

Giovanni Battista trascorse l’ultima parte della sua vita nella villa di famiglia a Paviola, dedicandosi al riordino e al completamento della sua imponente opera letteraria.


I Bembo

La famiglia Bembo, originaria di Bologna, fu presente a Venezia fin dal 697 ed erano membri di una delle quattro famiglie “evangeliche” che fondarono la città e concorsero all’elezione del primo doge. La stessa famiglia ebbe un doge. Sul Canal Grande si affaccia il Palazzo dei Bembo dove nacque nel 1479, da un ramo cadetto, il più illustre della famiglia Bembo: l’umanista e letterario cardinale Pietro Bembo.


 Famiglia Anselmi

Le notizie sui nobili Anselmi di San Giorgio in Bosco, sono incerte, presumibilmente discendono da un’antica famiglia nobiliare originaria di Milano che si trasferì a Padova verso il XV secolo.

Numerosi sono gli Anselmi illustri che nel passato hanno onorato Padova tra cui il nobile Africano degli Anselmi, podestà di Belluno nell’anno 1388 e il Cavaliere Anselmo degli Anselmi, capitano al servizio della Repubblica di Venezia nell’anno 1606. Quest’ultimo sarebbe l’avo di Antonio Anselmi, capostipite della famiglia di San Giorgio in Bosco.

Il nobile Antonio e la moglie erano domiciliati a Mirano (Venezia), avevano due figli: Ippolito di professione avvocato e Pietro di professione medico. Alla morte di Antonio, non avendo redatto un testamento, dopo alterne vicende giudiziarie fu il figlio Pietro ad ereditare la villa e i terreni ad essa circostanti.

In seguito alla morte di Pietro, avvenuta il 24 aprile 1897, i beni passarono alla figlia Ernesta, la quale divenne proprietaria di metà della villa e usufruttuaria dell’altra metà che venne ereditata dall’Ospedale Maggiore Civile di Vienna.

La signora Ernesta non ebbe figli e il ramo cadetto della famiglia Anselmi si è estinto. Nel comune di San Giorgio in Bosco permane ancora il cognome Anselmi anche se non si conosce il legame diretto con la nobile famiglia.


I Morosini

I Morosini antica famiglia del patriziato veneziano, una delle dodici famiglie “apostoliche” che nel 697 votarono per l’elezione del primo doge. I Morosini annoverano quattro dogi tra cui Francesco celebre per aver sconfitto, nel 1677, i Turchi ai Dardanelli.

Alla metà del ‘400, la famiglia Morosini è divisa in diversi rami, uno di questi, detta dei “Tressa”, comincia ad acquistare campi in terraferma scegliendo Sant’Anna per la ricchezza delle acque e delle piste stradali.

Durante il ‘500 gli affari di Casa Morosini della Tressa andarono di male in peggio, fu Angelo Morosini (1629- 1692), che riuscì a sistemare la pessima situazione finanziaria. In pochi anni, grazie agli incarichi conferitigli dalla Repubblica di Venezia divenne Procuratore di San Marco (seconda carica dopo quella del doge) e dopo la metà del ‘600 mise mano alla costruzione della villa imponente (tre piani, lunga 61m., larga 16m ed alta 17m) con uno splendido parco.

Per tutto il ’700 gli eredi di Angelo dissiparono il patrimonio e nel 1824 la villa andò all’asta, acquistata dai Conti Cittadella-Vigodarzare assieme all’intero paese di Sant’Anna. Il grandioso palazzo fu demolito tra il 1862 e il 1880 a causa degli elevati costi di mantenimento.


Gli Obizzi

 

Gli Obizzi furono un'importante famiglia italiana di origine francese con discendenze in diverse città dell'Italia centro-settentrionale, tra cui Lucca, Ferrara, e Padova. Gli Obizzi devono la loro presenza in Italia a Obicio I, capitano presso l'imperatore Enrico II il Santo nel 1007. Originario della Borgogna, sembra ch'egli si sia stabilito prima in Toscana, a Lucca, con successivo trasferimento dei suoi discendenti in Veneto. Il fratello di Obicio, Frisco, stabilitosi a Genova, diede invece origine alla famiglia Fieschi, importantissima famiglia ligure.

La famiglia Obizzi accumulò immense fortune economiche grazie a matrimoni strategici con ricche ereditiere e alla loro professione di capitani di ventura, proprietari com'erano di uno tra gli eserciti più richiesti e famosi dell'Europa del tempo. Le ricchezze accumulate permisero loro di costruire una vera e propria reggia, il Castello del Catajo sui Colli Euganei, vicino Padova, arricchendolo nei secoli di importanti collezioni e preziosi affreschi. Estinti nel ramo principale nel 1803 col marchese Tommaso Obizzi, legarono il loro intero patrimonio alla famiglia arciducale Asburgo-Este, duchi di Modena. Nel comune sono legati al territorio di Giarabassa.


Jacopo Da Ponte (1510-1592)

Jacopo è uno dei principali e più incisivi interpreti della pittura veneta del Cinquecento. Inizia la formazione nella bottega paterna a Bassano del Grappa. In seguito va a Venezia e in questo periodo la sua tecnica pittorica viene influenzata dalle opere del Tiziano, Lorenzo Lotto e Pordenone.

Alla morte del padre, Jacopo ritorna nella bottega di Bassano rimanendovi per tutta la vita. Lo stile pittorico cambia e si orienta verso il manierismo. Bassano ama sperimentare fino a giungere ad uno stile in cui la luce diviene protagonista.

Bassano ebbe quattro figli: Leandro, Francesco, Giovanni e Girolamo che collaborarono alla realizzazione di molte opere. Dopo la morte di Jacopo, i figli continuarono la sua opera mantenendone lo stile pittorico e questo ha reso difficile attribuire l’esecuzione delle opere al Bassano o ai suoi figli.

Jacopo da Bassano autore della Pala conservata nella chiesa parrocchiale di San Giorgio in Bosco


Ennio Toniato

Ennio Toniato nasce il 18 maggio del 1938 a Lobia di Persegara, frazione di San Giorgio in Bosco (PD), vicino al fiume Brenta. L’infanzia la trascorre aiutando il padre in campagna e frequentando la scuola primaria nel paese natio. Trascorrerà l’adolescenza e la prima giovinezza presso i Salesiani.

Consegue il diploma di maturità classica al “Tito Livio” di Padova. Successivamente si laurea in Lettere classiche e frequenta l’Accademia di Belle Arti, il Centro Internazionale della Grafica di Venezia e l’Istituto Internazionale per l’Arte e il Restauro di Firenze.

Gli anni 70s, grazie a Milly Pinton che sposerà nel ’77, vede il fiorire della sua tecnica pittorica ed entra nel Gruppo Arti e Lettere di Cittadella; inizia ad esporre ottenendo un positivo riscontro sia da parte del pubblico che della critica. È anche il periodo in cui Toniato inizia ad insegnare educazione Artistica nella Scuola Secondaria di primo grado.

Nell’ambito artistico ottiene prestigiosi riconoscimenti da parte del mondo accademico; diventa membro dell’Associazione Italiana Acquerellisti di Milano e nel 2000 dell’Istituto Europeo dell’Acquerello di Bruxelles.

Le opere di Toniato hanno portato i colori e le atmosfere di San Giorgio in Bosco in tutta Italia, in Europa e nelle Americhe; per questo è stato insignito del “Drago d’Oro” da parte della Pro loco ProSangiorgio A.P.S.

Muore il 13 dicembre del 2021.

Ultimo aggiornamento: 18/11/2025, 17:13

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