Località Giarbassa

Cenni storici dagli Obizzi ai Busetto

Descrizione

La località di Giarabassa si identifica principalmente con la “Corte Busetto” ora “Villa Busetto”. Il territorio è delimitato dal fiume Brenta. Il toponimo di Giarabassa compare nel settecento, ma ancora nell’’800 nelle mappe il territorio veniva denominato con il vecchio nome di Carturetto, soggetto all’allora comune di Presina. Nel 1884 entrerà a far parte del Comune di San Giorgio in Bosco, rimanendo soggetta alla parrocchia Carturo.

Il primo possessore della tenuta di Giarabassa si fa risalire alla famiglia Obizzi (Obici) di origine francese e presenti in Italia fin dall’ XI secolo. Il ramo della famiglia Obizzi che si stabilì in Veneto fu l’artefice della costruzione del Castello del Catajo a Battaglia Terme. Nel 1518 Gasparo Obizzi possedeva a Giarabassa una casa “di muro e legname coverta di coppi con cason coverto di paglia e campi due di brolo per uso di casa e campi 690”.

Nel 1803, l’ultimo discendente della casa Obizzi, Tommaso, elesse come suo erede universale Ferdinando d’Asburgo, il quale sposò l’ultima erede al trono di Modena, la duchessa Maria Beatrice d’Este, dando vita ad una nuova dinastia degli Asburgo-Este. La Corte di Giarabassa, pertanto, passò dagli Obizzi agli Asburgo-Este ed in seguito all’annessione del Veneto al Regno D’Italia nel 1866, passò alla famiglia Busetto. I Busetto, originari di Villafranca, conducevano la proprietà per conto degli Asburgo-Este e nel 1858, Domenico Busetto stipulò un trattato speciale di “conduzione ereditaria”, assicurandosi la completa gestione dei 1.030 campi della Tenuta di Giarabassa, con "fabbriche ed opifici, diritti di irrigazione, animali, attrezzi rurali, fieni per vacche".

La corte Busetto, era un florido centro aziendale con un’economia autosufficiente, con la casa padronale ottocentesca, le stalle, la pila di riso, le abitazioni per i mezzadri, la chiesa e  una scuola elementare costruita nel 1912 e che ha accolto studenti fino alla fine degli anni ‘60, tutto gravitante su una grande proprietà terriera. A poca distanza una segheria, del XVI secolo, a cui venne aggiunto, al suo interno, un mulino.

Durante la seconda guerra mondiale, nell’estate del 1944, a Giarabassa, trova ospitalità il tenente Renato Marini, della missione “Marini Rocco Service” (MRS), munito di una radio ricetrasmittente, il quale trasmetteva informazioni alle forze alleate.

La notte tra il 24 ed il 25 aprile alcune bombe vennero sganciate sulla corte, molto probabilmente dalle forze anglo-americana dato la presenza di soldati tedeschi. Una bomba colpì la vecchia chiesetta, lasciando un cratere al suo posto, mentre un'altra rimase conficcata nel parco inesplosa. Verrà tolta anni dopo e per segnalare la presenza dell'ordigno venne piantato un melo sopra e posta una bottiglia con la scritta "bomba".

Negli ultimi decenni del ‘900 la proprietà cadde in disuso; dopo alterne vicende e passaggi di proprietà, la Corte è ritornata nuovamente in mano ai discendenti della famiglia Busetto.

A inizio 2025 il ministero dell’Ambiente ha concesso il vincolo monumentale su ben 68 alberature del parco di 15 specie diverse, 23 piante singole e i 45 tigli dei viali di ingresso. Questo rende il parco di Villa Busetto il parco con il più alto numero di alberi monumentali del Veneto.

Ultimo aggiornamento: 11/11/2025, 15:41

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