Alberi per la pianura veneta – Campagna 2025

Dettagli della notizia

Interventi a sostegno di progetti attivati dai comuni del veneto per la riqualificazione ambientale del territorio ed il miglioramento dei servizi ecosistemici. Legge Regionale 18.06.2024, n°14 - Campagna 2025

Data:

03 Settembre 2025

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Descrizione

Interventi a sostegno di progetti attivati dai Comuni del Veneto per la riqualificazione ambientale del territorio ed il miglioramento dei servizi ecosistemici.

la Regione del Veneto, nell’ambito delle sue azioni di contrasto ai cambiamenti climatici e di miglioramento dei servizi ecosistemici nel territorio regionale, nonché al fine di promuovere la conservazione della biodiversità e l’uso sostenibile dei territori anche mediante la riqualificazione e la mitigazione degli impatti antropici, affida alla propria Agenzia Veneto Agricoltura il compito di fornire giovani alberi ed arbusti autoctoni ai Comuni della pianura veneta e ai rispettivi cittadini che ne facciano richiesta.

Obiettivo della legge è l’incremento del patrimonio arboreo sia pubblico che privato, con particolare riguardo alle specie in grado di fornire risorse alimentari ad api e, più in generale, impollinatori. La campagna, gestita dal Centro di Veneto Agricoltura in Montecchio Precalcino, struttura vivaistica specializzata nella moltiplicazione di piante autoctone, prende il via nel corso del 2025.

Gli alberi in distribuzione appartengono tutti alla flora spontanea del Veneto. Per gran parte sono proprio le specie tipiche dell’originario bosco di pianura (es. farnia, carpino, frassino ossifillo ecc.), in alcuni casi si tratta di piante più diffuse in luoghi dai terreni asciutti, ad esempio collinari o litoranei (es. orniello, carpino nero, cornetta ecc.), che tuttavia si adattano alla coltivazione in giardino e soprattutto al clima, sempre più caldo ed asciutto, delle nostre città di pianura. E’ importante sapere che tutte le piante che vi vengono fornite sono state prodotte a partire dal seme, che a sua volta è stato raccolto nei residui boschi naturali della nostra pianura oppure ai suoi margini, presso colli e valli. Quindi la piantina che hai ricevuto ha una antica e gloriosa storia alle sue spalle: discende proprio dagli antichi boschi che un tempo coprivano l’intera pianura veneta, o comunque da ambienti naturali ad essa prossimi.
Le piante saranno assegnate in base alla disponibilità delle diverse specie in funzione delle tempistiche degli ordinativi

 

Per aderire all’iniziativa è necessario inviare una mail all’indirizzo mail lavoripubblici@comune.sangiorgioinbosco.pd.it,  con indicato il n° ed il gruppo di piante prescelto entro il 30 settembre 2025. Successivamente Il Comune richiederà le piantine a Veneto Agricoltura

Le Piantine si potranno ritirare presso il Comune di San Giorgio in Bosco in autunno, al termine del ciclo di coltivazione delle piante in vivaio presumibilmente nei mesi di ottobre-novembre o febbraio-marzo; chi avrà aderito sarà informato dei giorni ed orari di ritiro delle piantine presso il magazzino comunale.

 

Gruppo 1 - Alberi prima grandezza

Sono alberi destinati a diventare, a maturità, alti (20-30 m) e con un notevole sviluppo della chioma, se lasciati crescere, come di norma avviene, a sviluppo libero. Infatti, questi alberi sono vocati al cosiddetto “alto fusto”: non vengono cioè di solito ceduati alla base, ma eventualmente solo potati (vedi sotto: “Manutenzioni”). Esempi di queste specie sono le querce, i frassini, il bagolaro, i tigli ecc. Il carpino bianco, che pure se lasciato a libero sviluppo può divenire, in tempi molto lunghi ed in condizioni ambientali idonee, un grande albero, è inserito nel secondo gruppo perché tali condizioni in gran parte dei casi non si verificano.

Gruppo 2 - Alberi di seconda grandezza

Sono alberi destinati a diventare, a maturità, alti fino a 15/20 m; lo sviluppo della chioma è più limitato del gruppo precedente. Alcuni si prestano ad essere ceduati o variamente potati per contenerne lo sviluppo (es. acero campestre, carpino bianco). Altri vanno convenientemente lasciati a sviluppo libero (es. sorbi, melo selvatico).

Gruppo 3 - Arbusti

Diversamente dagli alberi che, se non ceduati (=tagliati alla base durante l’inverno) hanno un fusto unico fino ad una certa altezza, gli arbusti sono divisi in più fusti minori fin dalla base o poco più in su. Spesso hanno fiori vistosi e bacche, in certe specie (es. biancospino, prugnolo) i rami sono spinosi. Raggiungono dimensioni massime minori (6-7 m, più spesso meno) e possono essere variamente potati per contenerne lo sviluppo. In tal caso possono anche essere coltivati in fioriere, purché sufficientemente profonde (40 cm almeno, con dimensioni in proporzione). Esempi di arbusti sono il biancospino, la sanguinella, la lantana ecc.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito https://alberipianura.it o scrivere una mail all’indirizzo: lavoripubblici@comune.sangiorgioinbosco.pd.it.

Ultimo aggiornamento: 03/09/2025, 13:08

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